Guida al contratto di acquisto per i tuoi mobili

Se state arredando casa, prima di pagare i mobili e portarli a casa, è meglio dare un’occhiata molto attenta al contratto che state firmando. Visto che potrebbe riservare sorprese sgradevoli, abbiamo chiesto a Pietro Giordano, esperto dell’Associazione dei consumatori Adiconsum, di farci da guida nella sua comprensione. Con un punto di partenza su tutti: l’ideale è che sia conforme al modello standard, stilato da Federmobili e Camera di Commercio di Milano, con la collaborazione di Unioncamere Nazionale e Associazione dei Consumatori. Si tratta di una formula contrattuale base per l'acquisto di oggetti d'arredamento che serve a garantire tutti i diritti e le prerogative dell'acquirente.


Il primo consiglio di Adiconsum nella valutazione può sembrare banale, ma non lo è: una visione attenta della merce. Non sono quella reale che portate a casa, ma anche quella sul catalogo, leggendone in modo scrupoloso la scheda tecnica. Qui scoprirete il tipo di materiale, la sua lavorazione, la sua provenienza e la conformità con le normative.

E se compriamo i mobili su Internet? In quel caso, il confronto tra la merce reale e quella da catalogo non può che essere fatto dall'acquirente dopo la consegna. Adiconsum ricorda che in caso di acquisto online, anche se il contratto non lo prevede esplicitamente, il Codice del consumo impone al venditore, in caso di merce difettosa, il recesso a suo spese. Sul compratore non deve gravare nessuna spesa di consegna o spedizione.

Inoltre, controllate che il contratto preveda (e deve prevederlo per legge, ma non sempre accade) la responsabilità del venditore per tutti gli aspetti di conformità del prodotto. In particolare, chi vende deve impegnarsi a sostenere tutte le spese di sostituzione o riparazione del mobile.

Un altro aspetto importante è verificare che nel contratto sia fissato un “termine di consegna essenziale”. Se questo termine è descritto come tassativo, una volta scaduto, il compratore può annullare il contratto e l’acquisto e farsi restituire l’anticipo. Dal punto di vista legale, questo termine può essere inserito anche come indicativo e non tassativo. In questo caso, pensateci bene se vale la pena di procedere con l'acquisto. In caso di ritardi, la procedura per annullare contratto e acquisto è più farraginosa e passa per l’invio di una raccomandata al venditore che fissi, dal momento del ritardo in poi, un nuovo termine di consegna, questa volta inderogabile (di solito quindici giorni).

Da contratto, il venditore deve rispondere anche alla sicurezza dell’oggetto che vende. Deve provvedere sia alla riparazione dei danni allo stabile dove era stato inserito il mobile sia al risarcimento in caso di infortuni causati a terze persone (in caso di crollo o rottura, per esempio). Questo è valido sia per il mobile che per il suo montaggio / installazione (a meno che questi non siano esplicitamente previsti al carico del compratore). Secondo gli standard italiani, inoltre, il venditore deve garantire dieci anni di assistenza per il bene venduto.

Un ultimo consiglio importante di Adiconsum è di tipo finanziario. Se state comprando molti pezzi di arredamento dallo stesso venditore, l'esborso iniziale può essere impegnativo e prevedere un acconto o versamento preliminare. In quel caso è sempre buona norma verificare lo stato finanziario del venditore, per scongiurare il rischio di procedure fallimentari o di liquidazione e di perdere così la somma versata.