Salotto borghese addio

Se è vero che la crisi economica sta mettendo a dura prova non solo gli strati meno abbienti della società ma anche la cosiddetta «buona borghesia», una simile trasformazione sociale non può non avere riflessi all'interno delle mura domestiche. Così, dopo qualche avvisaglia intravista già nelle ultime edizioni, quest'anno al Salone del Mobile di Milano (9-14 aprile) assisteremo al «superamento del salotto borghese», come lo definisce Patrizia Moroso, art director dell'omonima azienda friulana di imbottiti. Spazi abitativi sempre più piccoli, famiglie meno numerose e situazioni di lavoro flessibili e inedite (dal telelavoro all'home work vero e proprio) hanno portato a un ripensamento dell'ambiente salotto e del divano, che diventa protagonista assoluto del living, quando non della casa, e perno attorno a cui ruotano le attività più diverse e quindi la progettazione degli spazi domestici.
«Assistiamo all'affermazione di modelli abitativi nuovi – precisa Patrizia Moroso – soprattutto nelle case di famiglie giovani, che hanno l'esigenza di concentrare in un unico ambiente diverse attività, dalla cucina al divertimento, dal lavoro ai giochi o i compiti dei figli». Nasce così, dall'ingegno del designer tedesco Werner Aisslinger, il progetto Bikini Island: «Più che un divano, un paesaggio, un racconto dei tanti modi possibili di vivere questo elemento del living». Una sorta di piccola stazione multifunzionale – corredata di piccoli separé, mobili e accessori di diverse misure e altezze, componibili a piacere – utile non solo a sedersi e riposare, magari guardando la tv o leggendo un libro, ma anche a lavorare al computer, connettersi a internet, giocare.
Mantiene qualche tratto "borghese" il divano MyWorld disegnato da Philippe Starck per Cassina, ispirato alla stessa idea di un arredo che risponda a bisogni diversi: rilassarsi, lavorare, mangiare, conversare, giocare. Questo divano, spiega il brand director di Cassina Gianluca Armento «è il primo tassello di una famiglia di imbottiti, un sistema living che intercetta le esigenze di un mondo in continua evoluzione, in cui le persone devono conciliare lavoro, riposo e vita sociale». MyWord 2013 è un divano che si fa anche postazione di lavoro, grazie a prese Usb, complementi, contenitori e paraventi componibili in diversi materiali, misure, altezze e finiture. I prossimi progetti, sempre a frima Starck, serviranno per altre attività, come mangiare, giocare o divertirsi. «Nonostante il forte carattere contemporaneo – aggiunge Armento – l'elemento borghese sopravvive nelle forme, nei materiali e nelle finiture, che a seconda della scelta possono dare un risultato più classico».

L'idea di un divano «al passo con i tempi», che riassuma in sé diverse funzioni, è alla base anche della nuova versione di Rod che Living Divani presenterà al Salone di Milano, firmata Piero Lissoni. «Abbiamo realizzato una variante del modello presentato lo scorso anno – spiega Carola Bestetti, amministratore dell'azienda comasca –. L'edizione 2013 punta su una maggiore matercità, sostituendo il legno ai rivestimenti in tessuto o in pelle». Il motivo del legno è ripreso anche dall'accostamento di uno o più tavolini al bracciolo e allo schienale, per dare un senso di continuità al mobile. Parte invece dalla reinterpretazione di un best seller dell'azienda (Metro², del 1999), un altro divano disegnato da Lissoni, con una imbottitura che conferisce maggiore morbidezza e familiarità al modello originale. «Quest'anno abbiamo voluto lavorare soprattutto sull'innovazione di concetto e forma – prosegue Bestetti – perché i clienti oggi cercano un divano accogliente, rassicurante». Anche Natuzzi, con il progetto Tempo, ha pensato a un sistema componibile in cui il divano può essere personalizzato con l'aggiunta di tavolini, lampade, tappeti, e di un angolo tecnologico per connettere i device elettronici.
Da sempre elementi di forza del design made in Italy, funzionalità, bellezza e comfort saranno dunque il motore delle collezioni di imbottiti 2013. Perché in un momento di congiuntura difficile per tutto il settore arredo, l'unica salvezza per le aziende italiane è vendere all'estero, dove però è forte la competizione, soprattutto sul versante tecnico. E questo vale anche per il settore imbottiti, che nel 2011 ha registrato un fatturato alla produzione in calo del 5,4%, con un crollo dei consumi interni superiore all'11,4%, compensato solo in parte dalla crescita dell'export. A fare la differenza è quindi la capacità di interpretare e anticipare i mutamenti della società e del gusto, conferendo stile ed eleganza alla funzionalità e alla comodità di letti e divani. Tra le novità che vedremo al Salone, il minimale Evergreen, il divano modulare di Flexform; lo spazioso e accogliente Andy '13, nuova versione del divano disegnato da Paolo Piva per B&B Italia nel 2002. Andy si trasforma in chaise-longue e in letto. Semplice e raffinato è Light Milano, disegnato da Luca Scacchetti per Contempo; soffice e accogliente si presenta Cloud, il divano ideato da Giuseppe Bavuso per Alivar, mentre l'ironia si sposa alla comodità nella poetica poltrona Dalia disegnata da Marcel Wanders per Cappellini.

By IlSole24Ore