Obama e il piano casa americano

Mercato immobiliare USA. Obama assicura: "E' in via di guarigione"

I segnali, come evidenziamo da qualche mese, sono tutti concordi: il mercato immobiliare degli Stati Uniti è in via di ripresa. Ora lo ha autorevolmente confermato il presidente USA Barack Obama nel suo tradizionale discorso alla radio del sabato sera.

Le vendite salgono, i pignoramenti sono in calo, le costruzioni sono in espansione e 1 milione e settecento mila famiglie non hanno più pagamenti arretrati sui loro mutui. E tuttavia non è finita qui: c'è ancora molto da fare per aiutare i proprietari di case a risparmiare e a farli rimanere nelle loro case. Ci sono ancora situazioni critiche come quelle dei proprietari che non sono stati autorizzati a rifinanziare i loro debiti o che hanno fatto tutto per bene ma sono in una situazione tale per cui i loro debiti valgono tuttora di più del valore delle loro case. Il suo piano casa, ha detto Obama, ha aiutato due milioni di famiglia a rifinanziare i loro mutui facendo risparmiare una media di 3 mila dollari all'anno per nucleo familiare. E adesso il Congresso dovrebbe aiutare tutti i proprietari di case a rifinanziare i loro mutui.

Nel frattempo continuano le notizie positive sul fronte delle housing starts, cioè delle costruzioni residenziali messe in opera. Qualche settimana fa l' U.S. Department of Housing and Urban Development ha comunicato che nel mese di marzo il totale annuo ha superato il milione di unità: + 47% rispetto allo stesso dato di un anno fa (vedi grafico in alto).

Effetto collaterale della nuova situazione che si è creata sul fronte immobiliare sono gli aumenti dei prezzi delle case USA: +8,1% è la media nazionale con punte del +23% a Phoenix, del 15% a Las Vegas e dell'11% a Miami.

L'analista italo-americano Donato Grosser di Grosser Consulting segnala nella sua newsletter mensile che per di più i tassi d'interesse per i mutui immobiliari sono ai minimi storici: a New York la Citibank offre mutui fissi al tasso del 3,95% e "adjustable" (variabili se i tassi bancari aumentano) del 2,929%. Quest'ultimi sono assai rischiosi: se il costo del denaro aumenta, questi tassi possono salire di diversi punti e possono quindi rendere molto più costosi i mutui originali. Durante la crisi sono stati proprio questi tipi di mutui a tasso variabile che hanno causato molti pignoramenti al punto che un editoriale del Wall Street Journal del 12 aprile è intitolato "Can we afford another housing boom?" ("Possiamo permetterci un altro boom del settore casa?").

By Guidafinestra.it